Rosalba Carlino Psicologa Psicoterapeuta Lecce

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ATTACCO DI PANICO

La natura istintuale assale ed invade la coscienza.


Paura, paura di uscire, di volare, di incontrare la gente, di guidare l’auto, di prendere l’ascensore, di essere gravemente ammalati, ecc…; fobie che segnano la rottura di un equilibrio tra sé e il mondo.
Tremore, tachicardia, senso di soffocamento, vampate, una morsa al petto, senso di paralisi, paura di morire.


La persona che manifesta tali sintomi soffre molto perché sperimenta un evento psicofisico che scuote, sconvolge, scombussola anche il corpo e lo lascia stremato e stupito di essere ancora in vita. Ancora di più patisce dopo l’episodio di panico poiché inizia l’attesa angosciosa della prossima crisi. Evita i luoghi e le situazioni che crede possano scatenarla. Gradualmente e progressivamente restringe il suo campo d’azione, così per paura di morire rinuncia a vivere, amare, affermarsi nel campo del lavoro.


L'attacco di panico si manifesta con i sintomi di una paura totale e paralizzante che non ha un motivo manifesto, bensì le caratteristiche di una temuta minaccia indistinta, incontrollabile ed inaspettata. Altra caratteristica è il suo presentarsi quasi sempre in luoghi aperti, fuori.


Il termine panico trova la sua radice etimologica nella mitologia greca, dal nome del dio Pan divenuto simbolo archetipico della natura istintuale e selvaggia. A Pan vengono attribuite diverse origini, il suo aspetto fisico è orripilante, ha corna, coda e zampe di capro ed è peloso. Vive nel folto dei boschi, nelle grotte e ama riposare nei caldi pomeriggi in luoghi solitari e selvaggi dove odia essere disturbato dai viandanti che puntualmente spaventa lanciando terribili urla.
Insegue le ninfe che, inconsapevoli del pericolo, passano nei paraggi con lo scopo di possederle, per poi tornare alla sua solitudine esistenziale dalla quale prendono vita coattivamente i suoi successivi e inevitabili assalti. Pan è costretto a ripetere le sue scorribande poiché rimane sempre inappagato. E' simbolo degli istinti più naturali, violenti e selvaggi e le sue irruzioni generano terrore, panico.
Le ninfe, pur nelle loro individualità e differenze sono simbolo di coscienza, una coscienza ancora effimera, timorosa e vagante. Ed è nel loro vagare che rischiano l'assalto di Pan e quindi fuggono. A volte vengono sopraffatte e possedute, altre riescono a scappare e nascondersi.
Quando allontaniamo, rimuoviamo, spostiamo fuori di noi la nostra natura selvaggia poiché la temiamo, restiamo vuoti, smarriti, privi di concreta consapevolezza e vaghiamo come una ninfa timorosa ed è così che rischiamo di essere posseduti, scioccati dal ritorno inaspettato e repentino di quella natura istintuale che abbiamo rinnegato col pericolo di rimanere annichiliti.


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