Rosalba Carlino Psicologa Psicoterapeuta Lecce

Contatto telefonico: 348.5822474

In libreria

Libro dott.ssa Carlino

il bacio di (s)sangue

Recensione

Esiste il vampiro? Se per vampiro intendiamo quell’entità adusa a suggere materialmente il sangue delle vittime attraverso gli aguzzi canini, la risposta dell’autrice sembra essere no. Ma se ci riferiamo a un complesso di comportamenti e disturbi di carattere psicopatologico che caratterizzano alcuni esseri umani, la risposta non può che essere affermativa.
Rosalba Carlino, psicoterapeuta da anni impegnata sul campo, affronta questo tema in maniera non accademica, utilizzando ora la letteratura di genere, ora la mitologia, ora la poesia e filtrando il tutto attraverso le proprie esperienze di analisi.
L’excursus nella letteratura di genere spazia da Bram Stoker a Anne Rice. Citando brani tratti dai romanzi fondamentali, l’autrice ritrova nelle vicende narrate e negli inquietanti personaggi alcune patologie tipiche, quali la personalità multipla, il delirio schizofrenico, la depressione melanconica. A significare che il rapporto psicologia-letteratura è più frequente di quanto non si creda, ricordo qui di passaggio, per mera assonanza, la meravigliosa lettura psicanalitica dell’Amleto di
E. Jones, che ha il merito di aver gettato un barlume di luce sulla vita interiore di Shakespeare, di cui si conosce così poco.
Per rimanere ancora per un attimo sul piano letterario, diciamo che è proprio attraverso questa scelta che l’autrice rinuncia consapevolmente all’aridità del trattato per soli addetti ai lavori, pur salvaguardando il rigore scientifico che la materia merita. E ottiene un primo risultato, solo apparentemente collaterale: quello, cioè, di indurre gli appassionati del genere a guardare con occhi diversi le usate pagine dei loro autori preferiti. Il che non è poco.
Anche la scrittura, a fronte della complessità della materia, risulta limpida e piacevole, cosa non molto comune fra gli autori di psicologia.
Lasciandoci poi condurre da Rosalba Carlino in questo percorso non privo di emozioni, scopriamo i tratti tipici della personalità del vampiro: il delirio di onnipotenza da cui deriva la negazione del prossimo come soggetto e la sua riduzione a mero oggetto di dominio; la scissione della psiche e l’incomunicabilità fra le parti frammentate, per cui egli “si tiene insieme in un’unità Frankesteiniana usando il gelo”; le incredibili e raffinate arti di seduzione della vittima.
A quest’ultima viene dedicata un’approfondita trattazione, passando in rassegna i riti di sacrificio sia nel mito che nelle diverse culture storiche, per concludere che “il bagno di sangue, concreto o metaforico, è presupposto necessario”, e ricollegandosi, in tal modo, al tema principe del vampiro.
D’altronde, il ricorso alla mitologia e ai suoi simboli non è casuale, considerato che un ampio bagaglio archetipico è presupposto fondamentale per il riconoscimento da parte dello psicoterapeuta di fantasie e sogni dei pazienti nel corso dell’analisi.
Nella stessa mitologia, in particolare in quella nordica, viene rintracciata la ragione per cui il vampiro teme la croce: proprio con una croce, infatti, un prete cristiano colpisce un sanguinario Odino sotto mentite spoglie, facendolo sparire in mare.
Le parti più suggestive del libro sono peraltro quelle in cui l’autrice fa riferimento diretto alle sue sedute di terapia, radicando così la trattazione teorica nel tessuto palpitante della vita vissuta. Si percepiscono i drammi legati alla faticosa ricerca e ricomposizione del sé del paziente, le sconfitte, il lavoro tenace dello psicologo, il suo rimettersi continuamente in gioco.
E’ esattamente questo il processo che ci vuole raccontare: nella sottile dinamica del transfert e del controtransfert il paziente trasfonde il proprio malessere ancora non spiegato “nella sfera intrapsichica del suo analista”, liberandosene temporaneamente. In seguito lo psicoterapeuta ne elabora “i contenuti emotivi angosciosi” e li reinserisce depurati, a costituire “un’identità ri-data e progressivamente più rispondente all’essere autentico della persona sofferente”.
Nella tecnica di reciproca contaminazione a scopo terapeutico è agevole riconoscere quel “bacio dissangue” che dà il titolo al libro e che non è - ma questo lo si intuiva ancor prima di iniziare la lettura - solo un singolare gioco di parole.


Carlo Longo


Contatta la dott.ssa Rosalba Carlino